Città della Pace

Cos’è la CITTA’ DELLA PACE

La CITTÀ DELLA PACE  è un villaggio globale che offre ospitalità al confronto culturale tra donne e uomini di diverse culture e religioni. Gli strumenti del confronto sono Arte, Musica, Arti Visuali, Mostre, Conferenze e il fine ultimo è la ricerca di un linguaggio semplificato per una cultura di Pace condivisibile e sostenibile.
Il luogo nel quale si sviluppa la CITTA’ DELLA  PACE oltre al luogo fisico nel quale si anima il confronto globale, è la complessa Società dell’Informazione. La Michelangiolesca Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma è il luogo fisico nel quale si tengono i Grandi Eventi culturali; il luogo virtuale, invece, è la Rete, Internet, dove gli Eventi vengono globalmente condivisi per rimanere sempre a disposizione della formazione degli utenti.
Nella CITTA’ DELLA PACE è possibile incontrare decine di migliaia di persone ispirate da comuni sentimenti costruttivi. In una società globale, multiculturale, multietnica e multi religiosa, inoltre, è fondamentale ricercare un “linguaggio semplificato”  e, per questo motivo, dopo il Grande Giubileo dell’Anno 2000, si è avvertita la necessità di un  modello di Comunicazione elevato ad una missione Etica e illuminata tesa al dialogo tra le genti perché esse, anche attraverso un confronto serrato, possano essere artefici di una Società sana, lavoratrice e foriera di valori di Pace.

L’idea fu di Fabio Gallo, oggi esperto di Intelligenza Connettiva poiché, concretamente, la CITTA’ DELLA PACE di ieri era ciò che la Rete, la sua Blogsfera, il Social Network è diventato oggi, determinando mercato, economia e orientamenti culturali. Il primo a condividere l’iniziativa fu il parroco della Basilica Mons. Renzo Giuliano. Immediatamente dopo la CITTA’ DELLA PACE si popolò di alcune grandi anime che, insieme a Fabio Gallo e a Mons. Renzo Giuliano condussero al successo tutti gli eventi.  Tra esse: Viviana Normando, Eleonora Cafiero, Stella Bottai.

Particolare della CITTA’ DELLA PACE la durata: 120 giorni. Uno lasso di tempo in cui si animano Grandi Eventi di su problematiche legate al mondo della Cultura, dell’Ambiente, della Cooperazione tra i Popoli, del Diritto dell’Uomo.
Perché 120 giorni? Per dare vita ad un messaggio che non sia sfuggevole nell’epoca della comunicazione veloce, ma insistente nella coscienza dell’individuo che di certo, almeno una volta in 4 mesi, riesce a essere ricettore consapevole di un messaggio chiaro e diretto che la regia intende offrire: Pace. In un luogo pubblico, facendoci caso, è difficile trovare nella sala d’attesa un vecchio quotidiano. Si trovano sempre settimanali o mensili.
La prima edizione della CITTÀ DELLA PACE ha preso vita nella Capitale nell’Ottobre del 2002; in occasione della seconda Triennale della CITTÀ DELLA PACE Fabio Gallo propone a Mons. Renzo Giuliano l’istituzione della “CARTA DELLA PACE per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente”.
Questa seconda proposta prese vita dall’incontro tra Fabio Gallo e Mons. Philip Najim Procuratore del Patriarcato di Babilonia dei Caldei di Baghdad, popolazione irachena cristiana sottoposta per la natura della propria fede in Cristo ad una strage senza precedenti in epoca moderna in Iraq e non solo, giustificata della recente guerra.

CITTA’ DELLA PACE: Prima Triennale
Cronaca di un Evento che ha guardato alla Pace

La prima Triennale prende vita in occasione delle celebrazioni il XXV Anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II che ha avuto luogo presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri alle Terme di Roma, dal 20 ottobre 2002 al 20 febbraio 2003.
Con la Presidenza Onoraria di Mons. Renzo Giuliano, Parroco della Basilica, la Città della Pace è stata coordinata da un Comitato Tecnico appositamente istituito dal fondatore Fabio Gallo e affidato a: Viviana Normando, Eleonora Cafiero, Stella Bottai, Paolo Lo Rizzo. In un secondo momento al Comitato si aggiunsero Bruna Cianchetta, Andrea Solorzano Zavala. Hanno Patrocinato la Prima Triennale della Città della Pace:

l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica
Pontificio Consiglio della Cultura
Presidenza della Regione Lazio
Presidenza della Giunta Provinciale di Roma
Museo di Hiroshima
Università della Pace di Torino “Giorgio la Pira”
Adnkronos Cultura
Centro Internazionale Antinoo per l’Arte
l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Facoltà di Architettura,
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Dipartimenti di Storia dell’Arte della Facoltà di Lettere, degli Studi di Chimica e Tecnologia delle sostanze biologicamente attive e di Scienze della Terra
Polo Scientifico Didattico di Terni
Università di Perugia
Museo della Civiltà Romana.

Dagli eventi della Città della Pace è nata una proposta concreta accolta dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” che ha attivato un percorso formativo a più cicli di Conferenze dedicato all’Arte intesa come Progettualità di Pace. Le Conferenze hanno preso vita all’interno del Corso di Laurea Triennale e della Laurea Biennale Specialistica presso il Dipartimento di Storia dell’Arte, in una serie di lezioni, tenute da dicembre a maggio 2003, da Fabio Gallo e Viviana Normando. E’ stato così possibile seguire ed apprendere, in modo pratico, la fattibilità dell’idea di Fabio Gallo, attraverso una serie di esempi che per mezzo delle Arti Visuali e della Comunicazione, danno vita ad una voce armoniosa e globalmente comprensibile.

Appropriati strumenti didattici hanno, infatti, offerto l’opportunità di formare operatori culturali, nuove professionalità, capaci di progettare programmi e idee al fine di solidificare e di sostenere l’incontro socio-culturale tra i popoli che convivono spesso all’interno dello stesso territorio: Mediatori Culturali per la Pace.

La CITTA’ DELLA PACE si è inaugurata il 20 ottobre alla presenza della Sig.ra Franca Ciampi e delle massime Autorità dello Stato. La data ha fatto registrare un Grande Evento all’interno di un Grande Evento poiché nello stesso giorno ci è celebrato il Tricentenario della Meridiana Bianchini, l’orologio solare più noto al mondo per ragioni estetiche e scientifiche scolpito sul suolo della Basilica su richiesta di Papa Clemente XI e per questo motivo definita anche “Linea Clementina”.
Il Grande Evento ha preso vita in una notte passata alla storia anche grazie ad uno straordinario concerto dell’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano diretta dal Maestro Riccardo Muti voluto per l’Occasione dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. L’Evento fu disposto da Fabio Gallo al di sotto del transetto, al centro della Navata principale, come fu fatto solo in occasione del matrimonio della Regina Elena, il 24 ottobre 1896.
Per gli appassionati di simili irripetibili Eventi si aggiunge che Fabio Gallo fece studiare appositamente la disposizione dei circa 2.500 posti a sede nella Basilica dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli.

Il 20 ottobre della CITTA’ DELLA PACE  rimane ancora oggi una data importante per la vita ed il mondo culturale della Città Eterna, per la sua portata, per il livello e per la sua alta valenza “aggregativa” tra le istituzioni e per la risonanza ottenuta dagli Organi della Stampa.

Il 27 novembre 2002, l’Ufficio Cultura della Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma per il tramite dell’ A.R.P.A. – Associazione Realizzazione Programmi per l’Arte presieduta da Alfredo Gallo che intanto era diventata interlocutrice presso le Istituzioni del Governo italiano, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Provincia di Roma, ha dato vita al primo evento culturale dopo l’ideale apertura delle porte della  CITTA’ DELLA PACE con l’esposizione nella stessa Basilica, del grande dipinto “Ultima Cena” di Natalia Tsarkova, ritrattista ufficiale di Giovanni Paolo II e l’apertura del convegno “Presenze e Testimonianze femminili nell’Arte e nella Fede”.
I lavori raggiunsero presto la perfezione auspicata per l’occasione grazie alla relazione di Mons. Renzo Giuliano, Responsabile dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Roma.

Tra i relatori Leonardo Catarci Assessore al Turismo della Provincia di Roma, il Direttore dei Musei Vaticani Francesco Buranelli, il Prof. Ferruccio Ulivi uno dei massimi esperti della letteratura italiana, il Prof. Claudio Strinati Sovrintendente Speciale del Polo Museale di Roma, il Prof. Mario D’Onofrio Direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte e Docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Prof. Sergio Rossi Docente di Storia dell’Arte Moderna, la D.ssa Angela Cianfarini, autrice di volumi d’arte importanti relativi ai luoghi del Vaticano, la D.ssa Francesca Pietracci, storico dell’arte dell’Associazione Internazionale Antinoo per l’Arte, la D.ssa Maria Stella Bottai, autrice di testi significativi nell’ambito dell’arte contemporanea.
In quest’occasione Fabio Gallo, insieme alla D.ssa Viviana Normando, hanno presentato ufficialmente alle autorità nonché al mondo accademico la proposta del Ciclo di Conferenze “Arte e Progettualità di Pace”, donando agli studenti, congiuntamente al Direttore del Dipartimento Prof. Mario D’Onofrio e al Prof. Sergio Rossi dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, un registro sul quale gli universitari avrebbero potuto apporre, come è accaduto, le firme per attestare la loro presenza nel ciclo di conferenze che, in seguito, è divenuto “Arte e Progettualità di Pace”.

Più di duecento le adesioni che coniarono un modo nuovo di fare Comunicazione per la Pace mediata dai grandi segni dell’Arte.
Dunque la volta dell’esposizione dell’Albero della Pace, l’opera dell’artista futurista Olga Biglieri Scurto, in arte Barbara, proveniente dal Memorial Museum di Hiroshima accompagnata dallo stesso direttore del museo Minoru Hataguchi, poiché considerata, un capitale culturale del governo giapponese.
Intanto la michelangiolesca Basilica man mano che si susseguivano i Grandi Eventi, si popolava di Opere d’arte che venivano lasciate in mostra dagli Artisti provenienti da tutto il mondo a lasciare il proprio messaggio di pace.
Tra questi il grande artista ebreo Jeorges De Canino che ha tradotto e commentato il discorso nonché il racconto di presentazione dell’opera di Barbara e degli avvenimenti terribili che sconvolsero la città di Hiroshima, documentati in un video di eccezionale importanza, reso noto per la rima volta come documentazione storica di quei fatti, proprio in occasione della CITTA’ DELLA PACE.
Presenti il Prof. Ferruccio Ulivi ed i rappresentanti del Centro Internazionale Antinoo per l’Arte.
Il grande pubblico ascoltò in un silenzio assoluto le parole del Direttore del Museo della pace di Hiroshima Minoru Hataguchi nella Cappella Albergati accanto agli Angeli della Giustizia e della Pace, proprio nella notte in cui in Iraq si manifestavano irreversibili segni di guerra.

In questa notte l’Aeronautica Militare rappresentata dal Generale Vincenzo Parma diede il segno di una partecipazione straordinaria per un impegno a favore della pace e dell’arte per la pace.
L’Albero della Pace è stato così esposto, per tutta la durata della CITTA’ DELLA PACE nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma.

L’Albero della Pace – come ha dichiarato Olga Biglieri Scurto – è un grande mosaico di mani e parole per visualizzare la Cultura della Pace…”. Sul foglio telato (10 x 1,80 mt.) sono state impresse dall’artista le impronte di coloro che sono sopravvissuti alla bomba H, le mani dei premi nobel per la Pace, come Rita Levi Montalcini e le mani di numerosi bambini. L’idea, è nata nel 1983, nel Parco Nemorense di Roma, quando la pacifista giapponese Machiyo Kurokawa, in visita in Italia, assiste ad un’esperienza di animazione con i bambini: è allora che Barbara ha fatto esprimere liberamente la loro creatività attraverso l’impressione delle mani, intinte nei colori a tempera, su un grande foglio di carta, laddove Kurokawa ha aggiunto una frase come inno alla Pace.
Nel 1986 Barbara pensò di donare la sua opera al Memorial Museum di Hiroshima, dove oggi è attualmente conservata.
Barbara è la pittrice futurista che fu scelta da Filippo Marinetti e che espose per la prima volta a Venezia, nel 1938, alla Biennale di Venezia con “l’Aeroporto abbranca l’Aeroplano”, presentando un genere di pittura, l’Aeropittura, che seppe inventare non solo come artista ma anche come prima donna pilota della storia.
Ecco perché l’Aeronautica Militare intese esporre nella CITTA’ DELLA PACE lo stemma di tutti i suoi gruppi storici accanto all’opera.
Già nel 1989 diceva Barbara: “La Pace è Cultura. Senza Cultura di Pace, la Pace non è possibile. Non si eliminano le logiche di potenza e di guerra nei rapporti tra le nazioni se non si liberano dalla violenza e dal dominio i rapporti tra gli uomini: nella coppia, nella famiglia, nella società. Le Arti visive sono chiamate a farsi tramite di Cultura orientata alla Pace. Esprimono creativamente e provocano ad esprimere emozioni, parole, immagini, suoni di Pace”.
Ed ecco giunto il momento di una preghiera veramente speciale eseguita con il movimento corporeo voluta da Fabio Gallo che fu noto Coreografo ed eseguita magistralmente da Carla Fracci accompagnata dalla voce del soprano Gloria Criscione Pineda, il soprano, ambasciatrice della cultura del Paraguay, impegnata a cantare le più celebri “Ave Maria”, sulle note suonate dal M° Francesco Sodini del Taeatro dell’Opera e dal M° Riccardo Poleggi all’Organo monumentale del Grande Giubileo di Bartolomeo Formentelli.
Questa nuova notte nella CITTA’ DELLA PACE fu rivolta all’istituzione dell’Università degli Studi della Pace del Paraguay, con la partecipazione anche delle autorità paraguayane, “per lo studio delle Arti, della Scienza e della Tecnologia a favore di tutta l’America Latina”.
La Danza che già, grazie all’idea di Fabio Gallo, nel Giubileo è stata strumento di fede e di incontro tra popoli, istituzioni e, soprattutto, giovani, in questa giornata speciale riusciva a tessere coordinate istituzionali tra Nazioni per garantire ai giovani paraguayani il diritto allo studio e alla conoscenza.
Carla Fracci ha danzato a piedi nudi sulla Linea Meridiana, deponendo con la capacità e l’eleganza della sua gestualità due rami d’ulivo proprio laddove è incisa la scritta “Terminus Pasquae”. La danza con Fabio Gallo è tornata in Chiesa, ancora una volta, come preghiera spontanea e rinnovata.

“Danzare sulla linea meridiana più bella del mondo – ha dichiarato prima dell’evento Carla Fracci – sarà come danzare nel Tempo, non più in uno spazio definito geometricamente, ma nel luogo dello spirito e della saggezza di ogni cosa. La mia danza, nella notte della Vigilia dell’Immacolata Concezione (coincidenza voluta da Fabio Gallo) vuole essere anche un ringraziamento alla Vergine, per le tante gioie che ho vissuto e continuo a vivere nel corso della mia carriera artistica. Dedico la mia preghiera ad un nuovo cammino di Pace che vede proprio l’Arte testimone del Tempo”.

Sul palco allestito per l’occasione in parte lungo la linea meridiana per agevolare la danza della Fracci veniva esposta per la prima volta “Ut Maria”, la recente opera fotografica di Fabio Gallo (mt.3×0.90) realizzata in occasione del XXV anno del Pontificato di Giovanni Paolo II e dell’anno dedicato al Rosario.

 Tutte intorno emergevano dal buio con pennellate di lece date come da pennello caravaggesco  le opere di Michelangelo Tallone, Claudio Rolfi e Guido Vigna.

La notte della scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II
I Giovani del mondo in preghiera in Piazza San Pietro la notte della scomparsa di Giovanni Paolo II

Mostra dedicata al Santo Padre Giovanni Paolo II
La Mostra del Maestro Giuseppe Afrune dedicata a Giovanni Paolo II in occasione della Seconda Biennale della Città della Pace ideata da Fabio Gallo – Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma.